Ha Ancora Senso il Posizionamento su Google nel 2025? La Verità su SEO e Intelligenza Artificiale

Pozycjonowanie Google Seo i AI

Il posizionamento su Google mantiene ancora un’importanza fondamentale, nonostante l’intelligenza artificiale stia radicalmente trasformando il panorama della ricerca. Google gestisce miliardi di ricerche ogni giorno, mantenendo così una posizione di leader assoluto, mentre ChatGPT riceve “soltanto” 38 milioni di richieste giornaliere (rispetto ai 14 miliardi di Google). Tuttavia, la realtà del SEO sta cambiando sotto i nostri occhi.

Nel 2025, posizionare un sito web su Google richiede un approccio completamente nuovo. Gli AI Overviews compaiono sempre più spesso: secondo un’analisi di 120 milioni di parole chiave negli USA, questa funzione appare già per il 10,4% delle query. Inoltre, ben l’88% delle ricerche con AIO sono query informative. Vale la pena notare che l’87% dei marketer utilizza regolarmente l’IA per creare contenuti, consentendo loro di pubblicare in media il 42% in più di contenuti SEO ogni mese.

In questo articolo analizzeremo nel dettaglio come Google SGE e altre tecnologie basate sull’IA influenzano le nostre strategie di posizionamento. Il SEO tradizionale funziona ancora? Come adattare le proprie attività alla nuova realtà? Presenteremo soluzioni concrete che ti aiuteranno non solo a sopravvivere, ma a sfruttare l’intelligenza artificiale come vantaggio competitivo nel posizionamento.

Come l’IA sta cambiando i motori di ricerca e il comportamento degli utenti

Cos’è Google SGE e cosa sono gli AI Overviews

Gli AI Overviews di Google (precedentemente noti come Search Generative Experience – SGE) sono una nuova funzionalità del motore di ricerca che utilizza modelli linguistici avanzati per generare risposte pronte alle richieste degli utenti. Invece della tradizionale lista di link, in cima alla pagina appare un riepilogo generato dall’IA, che combina informazioni provenienti da diverse fonti online.

Vale la pena sottolineare che gli AI Overviews rappresentano la risposta di Google alle iniziative di Microsoft, che già nel marzo 2023 ha integrato il suo motore di ricerca Bing con un chatbot IA chiamato Copilot. Questa funzione opera in modo simile ai featured snippet, ma su una scala molto più ampia: gli algoritmi di Google analizzano i contenuti di diversi siti e creano una risposta sintetica alla domanda posta.

Gli AI Overviews appaiono soprattutto per query complesse, che richiedono un’analisi approfondita o la sintesi di informazioni provenienti da fonti diverse. Utilizza la tecnologia Google Gemini, in grado di comprendere meglio contesto e intenzioni alla base della ricerca, offrendo risposte più pertinenti.

Perché gli utenti cliccano sempre meno

L’introduzione delle tecnologie IA sta drasticamente modificando il comportamento degli utenti durante la ricerca. Studi dimostrano che già il 61% dei risultati di ricerca su dispositivi mobili non genera alcun clic. Inoltre, dal 2015 il CTR (tasso di clic) dei risultati organici è passato dal 71,57% al 65,72%.

La causa è un fenomeno noto come “ricerche a zero clic” (zero-click searches): gli utenti ottengono la risposta direttamente nei risultati di ricerca, senza dover cliccare su alcun link. La situazione peggiora con la presenza degli AI Overviews, che, secondo un’analisi condotta da Seer Interactive, fanno scendere il CTR dei risultati a pagamento dal 21,27% al 9,87%, e quello dei risultati organici dal 2,94% all’0,84%.

Le previsioni sono allarmanti: secondo Gartner, entro il 2026 il traffico tradizionale nei motori di ricerca potrebbe diminuire del 25%, principalmente a causa del crescente interesse per gli strumenti basati sull’IA. Ciò implica un cambiamento fondamentale nelle strategie di posizionamento dei siti web.

Nuove fonti di informazione: Perplexity, ChatGPT, TikTok

Oltre a Google, gli utenti si rivolgono sempre più spesso a fonti alternative di informazione. Una delle piattaforme in più rapida crescita è Perplexity AI: un motore di ricerca che combina le caratteristiche di un chatbot con le capacità di un motore web. Valutata 3 miliardi di dollari, lanciata nel mercato nel luglio 2022, serve già oltre 15 milioni di utenti al mese.

Perplexity AI si distingue per diverse caratteristiche chiave:

  • Ricerca informazioni in tempo reale, scansionando e analizzando continuamente la rete
  • Fornisce una verifica trasparente delle fonti, citando ogni informazione con link di riferimento
  • Integra fonti diversificate, dalle banche dati accademiche ai social media
  • Fornisce risposte sintetiche invece di una semplice lista di link

Anche ChatGPT sta cambiando il modo in cui cerchiamo informazioni. Sebbene non sia un motore di ricerca tradizionale, svolge la funzione di assistente di ricerca, generando risposte in forma conversazionale basate su un’enorme base di conoscenza.

Tuttavia, la vera sorpresa potrebbe essere il crescente ruolo di TikTok come motore di ricerca. Secondo le ultime ricerche, ben il 23% degli utenti cerca informazioni entro i primi 30 secondi dall’apertura dell’app. In Polonia questa tendenza è ancora più evidente: il 35% degli utenti tra i 16 e i 24 anni inizia la ricerca di informazioni dai social media.

Questi cambiamenti hanno un impatto enorme sul futuro del posizionamento. Nell’era dell’IA e delle fonti alternative, le strategie SEO tradizionali richiedono una profonda revisione e adattamento alla nuova realtà.

Il posizionamento su Google funziona ancora?

Il ruolo del SEO tradizionale nel nuovo ecosistema

Nel 2025 molti si chiedono: ha ancora senso posizionare un sito su Google nell’era dell’IA? La risposta non è bianca o nera. Il SEO non è scomparso, ma ha decisamente evoluto in un modo che richiede un nuovo approccio alla visibilità online.

Il posizionamento su Google funziona ancora, ma la sua efficacia dipende dall’integrazione con le tecnologie di intelligenza artificiale e da un approccio completamente nuovo alla strategia dei contenuti. Negli USA, i dati mostrano un calo del CTR dei risultati organici anche del 18-25% per alcune query dopo l’introduzione degli AI Overviews nel 2024. Tuttavia, non è la fine del SEO – è l’inizio di una nuova fase.

Il SEO tradizionale basato esclusivamente su parole chiave non è più sufficiente. Nel 2025 Google non fornisce solo link, ma risposte pronte. Cambia anche lo scopo della ricerca: da corrispondenza di parole alla comprensione delle intenzioni dell’utente. Gli algoritmi di Google, come BERT, sono in grado di analizzare contesto e semantica delle query, non solo corrispondere frasi.

Nonostante questi cambiamenti, il SEO classico rimane il fondamento della visibilità online. Senza posizioni elevate su Google, i modelli linguistici dell’IA non troveranno il tuo sito né lo citeranno. In pratica, significa che senza SEO il posizionamento basato sull’IA semplicemente non funzionerà.

Un nuovo obiettivo: dalle posizioni alle citazioni

Nella nuova realtà della ricerca, l’obiettivo del SEO si trasforma. Invece di lottare per entrare nei primi 10 risultati organici, le aziende competono per essere tra le prime 3-5 fonti citate dall’IA. I tradizionali KPI, come la visibilità in TOP10, perdono di importanza – ciò che conta di più è quante volte si è stati citati nei risultati dell’IA.

È fondamentale produrre contenuti di alta qualità che aiutino realmente l’utente. Secondo gli esperti, i contenuti pensati per l’IA dovrebbero essere:

  • Chiari e concreti
  • Basati su conoscenza unica
  • Rispondenti alle intenzioni, non solo alle frasi
  • Bene strutturati (liste, Q&A, tabelle)

Di conseguenza, la concorrenza si sposta dalla battaglia per le posizioni a quella per le citazioni da parte dei modelli IA. Per questo è essenziale creare contenuti che l’IA riconosca come fonte affidabile.

L’importanza di E-E-A-T e della qualità dei contenuti

Google sottolinea costantemente l’importanza di E-E-A-T (Esperienza, Esperienza, Autorevolezza, Affidabilità) nella valutazione della qualità dei contenuti. Nel 2025 questi elementi sono ancora più importanti nel contesto del posizionamento. Gli algoritmi di Google sono progettati per identificare e promuovere siti con forti segnali E-E-A-T.

Inoltre, l’importanza di E-E-A-T è stata ampliata nel dicembre 2022 con l’aggiunta dell’aspetto dell’esperienza (Experience), a sottolineare il valore della conoscenza pratica e delle esperienze dirette dell’autore. Questo è particolarmente rilevante nei settori YMYL (Your Money or Your Life), dove informazioni errate possono avere conseguenze reali per gli utenti.

Nei miei progetti di e-commerce, abbiamo aumentato la visibilità del 15% in 4 mesi semplicemente aggiungendo una sezione “Opinione dell’esperto” con nome, foto e link al profilo dell’autore. Questo dimostra come l’applicazione pratica dei principi E-E-A-T possa portare risultati tangibili.

In sintesi, il posizionamento su Google funziona ancora, ma richiede un approccio completamente nuovo. Nel 2025 il SEO non è più solo parole chiave e backlink: è un ecosistema in cui IA, UX, localizzazione e dati giocano ruoli ugualmente importanti. Il successo nei motori di ricerca dipende dalla capacità di adattarsi alla nuova realtà e di fornire contenuti di valore, che siano fonte preziosa sia per gli utenti che per i sistemi di intelligenza artificiale.

Nuove sfide del SEO nel 2025

Perdita di traffico organico a causa dell’IA

L’apparizione degli AI Overviews sta cambiando drasticamente il comportamento degli utenti nei risultati di ricerca. Studi dimostrano che le query con AI Overview registrano un calo medio del CTR pari al 15,49%. Nel caso di parole chiave non brand, la situazione è ancora peggiore: il calo del CTR raggiunge quasi il 20%.

I siti che occupano posizioni al di fuori del TOP3 subiscono un calo ancora maggiore della cliccabilità: in media del 27,04%. La situazione peggiore si verifica con la combinazione di AI Overviews e featured snippet, dove il calo del CTR arriva al 37,04%. Tutto ciò fa sì che molti siti registrino un calo significativo del numero di clic dal traffico organico, nonostante un aumento delle visualizzazioni.

Tuttavia, ciò che preoccupa maggiormente è il fatto che, secondo alcune ricerche, ben il 64,82% di tutte le ricerche su Google termina senza alcun clic su un link.

La crescente importanza dei social media come motori di ricerca

Un numero crescente di persone, invece di digitare frasi su Google, cerca risposte direttamente sui social media. TikTok, Instagram, LinkedIn e Pinterest stanno diventando nuovi motori di ricerca, dove gli utenti cercano raccomandazioni, consigli e ispirazione.

Studi mostrano che oltre la metà (58%) degli utenti Internet utilizza YouTube e il 42% Facebook come motori di ricerca. Un utente su tre tra i 18 e i 24 anni ricorre anche a TikTok per le ricerche. Il vicepresidente di Google, Prabhakar Raghavan, ha confermato questa tendenza, affermando che quasi il 40% dei giovani della Generazione Z sceglie TikTok invece di Google Maps quando cerca un ristorante.

Questa tendenza è dovuta a diversi fattori chiave: gli utenti apprezzano i contenuti visivi, più coinvolgenti rispetto ai tradizionali risultati di ricerca, nonché la personalizzazione dei risultati e la percezione di autenticità delle opinioni.

Le ricerche a zero clic e come adattarvisi

Le ricerche a zero clic consentono all’utente di ottenere una risposta senza dover visitare un sito web specifico. Google mostra direttamente nei risultati la risposta, comodo per l’utente, ma una grande sfida per il settore SEO.

Per adattarsi a questa realtà, è consigliabile:

  • Concentrarsi su frasi a coda lunga (long tail), che spesso contengono domande specifiche
  • Creare contenuti completi e di valore, che forniscono all’utente conoscenza affidabile
  • Implementare dati strutturati appropriati, specialmente per FAQ, video o ricette
  • Ottimizzare le immagini, completando gli attributi ALT per ogni immagine

Bisogna ricordare che anche se l’utente non clicca sul link, può comunque vedere il tuo marchio in una posizione elevata nei risultati (SERP). Questo aumenta il riconoscimento del brand e può portare a ulteriori ricerche correlate alla tua azienda.

Nel 2025, un efficace posizionamento su Google richiede non solo la lotta per le posizioni, ma soprattutto l’adattamento a una nuova realtà in cui i tradizionali indicatori di successo perdono rilevanza, mentre il ruolo delle ricerche a zero clic, dell’IA e dei social media cresce costantemente.

Come adattare la strategia SEO all’era dell’IA

Creare contenuti basati sulle intenzioni, non sulle frasi

All’epoca dell’IA, l’ottimizzazione tradizionale per parole chiave non è più sufficiente. Google utilizza modelli linguistici avanzati che comprendono contesto e intenzioni degli utenti, non solo corrispondono frasi. Invece di concentrarsi ossessivamente su parole chiave specifiche, è meglio comprendere l’intenzione di ricerca.

Studi mostrano che le frasi cercate compaiono “parola per parola” solo nel 5,4% di tutti gli AI Overviews. Ciò significa che il modello di Google genera contenuti basandosi principalmente sull’intenzione, non sulle frasi. Per questo è fondamentale creare contenuti che rispondano a domande profonde e offrano un valore reale.

Formattare i contenuti per l’IA (liste, Q&A, tabelle)

L’IA comprende e elabora meglio contenuti ben strutturati. Ben il 79% delle risposte generate dall’IA contiene almeno una lista numerata o puntata. L’intelligenza artificiale preferisce:

  • Paragrafi brevi e facili da assimilare
  • Intestazioni chiare (H2, H3)
  • Liste puntate e numerate
  • Tabelle comparative
  • Formato domanda-risposta (Q&A)

Il formato Q&A è particolarmente efficace: i motori di ricerca di nuova generazione preferiscono contenuti simili alle loro stesse risposte. Creare una sezione FAQ alla fine di un articolo aumenta la probabilità che l’IA riconosca il testo come utile e lo utilizzi nella risposta.

Sfruttare i dati strutturati (Schema.org)

I dati strutturati (schema markup) aiutano i motori di ricerca basati su IA a comprendere e categorizzare meglio i contenuti. Schema.org facilita l’interpretazione del contesto, aumentando le possibilità di apparire in risultati arricchiti. I tipi di schema più importanti sono:

FAQPage per domande e risposte, Article per blog e articoli, HowTo per guide e Product per e-commerce. Grazie ai dati strutturati, Google riesce a comprendere meglio il contenuto delle pagine e a fornire informazioni più utili agli utenti.

Monitorare la visibilità nelle AI Box

Tracciare la presenza negli AI Overviews è una nuova sfida. Alcune piattaforme, come Semrush e Ahrefs, offrono strumenti per monitorare la visibilità negli AIO. È utile verificare regolarmente:

Per quali parole chiave appaiono gli AI Overviews, come è cambiata la visibilità e il traffico organico per le query con AIO, e se i contenuti vengono riconosciuti come fonti affidabili. Misurare la frequenza delle citazioni (quanto spesso un marchio appare nelle risposte dell’IA) diventa un indicatore chiave di efficacia.

Perché investire in specialisti SEO con competenze in IA

Differenza tra generazione automatica e strategia

La differenza chiave tra un dilettante e un esperto SEO risiede nell’approccio all’intelligenza artificiale. L’amatoriale pubblica un testo generato e aspetta i risultati, mentre l’esperto utilizza l’IA come strumento all’interno di una strategia aziendale ben definita. Gli specialisti sanno che l’IA è un mezzo, non un obiettivo: uno strumento, non una strategia.

Il professionista analizza la concorrenza, studia le intenzioni degli utenti e ottimizza costantemente le attività sulla base dei dati. È in grado di distinguere i contenuti che costruiscono l’immagine di esperto di settore da quelli che sono semplici riempitivi privi di valore.

Conoscenza degli algoritmi e delle intenzioni degli utenti

Uno specialista SEO con competenze in IA comprende perfettamente il funzionamento degli algoritmi di Google in relazione agli AI Overviews. Sa come ottimizzare i contenuti per essere citati come fonte e riesce a prevedere i cambiamenti nel comportamento dei motori di ricerca. Competenze preziose in un’epoca in cui i contenuti sono valutati non solo per la posizione nei risultati, ma anche per la frequenza con cui vengono citati nelle risposte dell’IA.

Nell’era in cui l’IA analizza e interpreta i contenuti, è essenziale una comprensione più profonda delle intenzioni degli utenti e del contesto semantico. I modelli linguistici non analizzano frasi in isolamento, ma interpretano l’intera dichiarazione, spesso composta da più frasi e non ordinata.

Approccio olistico: SEO + social + pubblicità

Un vero specialista SEO con competenze in IA non si concentra solo su Google. Comprende che il posizionamento moderno richiede un approccio completo, che include:

  • Ottimizzazione per i motori di ricerca social (TikTok, Instagram, LinkedIn)
  • Integrazione con campagne pubblicitarie (Google Ads, Facebook Ads)
  • Costruzione della presenza dove inizia l’intenzione d’acquisto dei clienti

Grazie a strumenti basati sull’IA, gli specialisti possono automatizzare compiti laboriosi, aumentare l’efficienza e la scala delle operazioni. Inoltre, sono in grado di creare processi di posizionamento che fino a un anno fa erano impensabili, superando la concorrenza di un passo.

Conclusione

Il posizionamento su Google non è certo morto, anche se ha subito una trasformazione significativa nell’era dell’intelligenza artificiale. Il SEO tradizionale basato esclusivamente su parole chiave e link sta cedendo il posto a un approccio completo che considera le intenzioni degli utenti, la qualità dei contenuti e la presenza su diversi canali di ricerca.

Senza dubbio, gli AI Overviews hanno cambiato le regole del gioco. Il CTR dei risultati organici sta diminuendo e gli utenti ottengono sempre più spesso risposte senza dover cliccare su un link. Tuttavia, invece di combattere questo cambiamento, bisogna accettarlo e adattare le proprie strategie. La chiave del successo è creare contenuti che l’IA riconosca come fonte affidabile di informazione.

Nel 2025, misuriamo il successo del SEO non solo dalle posizioni nei risultati di ricerca, ma soprattutto dalla frequenza con cui siamo citati nelle risposte dell’IA. Per questo motivo, i contenuti devono essere ben strutturati, con l’uso di liste, tabelle e formati Q&A, che l’intelligenza artificiale preferisce.

Non possiamo neppure ignorare il crescente ruolo dei social media come motori di ricerca. TikTok, Instagram e YouTube stanno diventando la prima scelta per molti utenti, specialmente per le generazioni più giovani. Un approccio olistico alla visibilità online, che combini SEO tradizionale, social media e pubblicità, diventa quindi una necessità.

In sintesi, il posizionamento su Google nel 2025 ha ancora senso, ma richiede un nuovo approccio intelligente. Collaborare con specialisti che comprendono sia gli aspetti tecnici del SEO che il funzionamento dell’intelligenza artificiale può portare alle aziende un vantaggio competitivo significativo. In un mondo in cui l’IA sta cambiando le regole, adattare la strategia SEO non è più un’opzione, ma una necessità.